Da sempre siamo specializzati nella ritrattistica professionale per ogni necessità: singoli o gruppi, adulti o bambini, senza distinzione di età, genere e nazionalità. Naturalmente realizziamo portfoli con ritratti altamente professionali da presentare in àmbito lavorativo. Nei periodi Natalizi attrezziamo la sala posa per accogliere famiglie e bambini al meglio, e realizzare scatti che possono essere non soltanto conservati o stampati in fotolibri, ma anche proposti in regalo ad amici e parenti su calendari personalizzati o altri tipi di foto-gadget. Ti proponiamo, in particolare, anche serie di immagini di altissimo livello da porre sui tuoi siti social quali Facebook ed altri, per … distinguerti tra tutti!

Photo ART e il Ritratto Fotografico Professionale

Operiamo indifferentemente presso la nostra attrezzata Sala Pose, oppure all’aperto. Abbiamo un meraviglioso parco proprio vicino al nostro Punto di Vendita, da sfruttare nelle ore del giorno quando la luce offre il suo contributo più adatto alle riprese.

Eseguire Ritratti realmente professionali richiede molte competenze, sia tecniche che artistiche, che non si acquisiscono in poco tempo … e il nostro Studio fotografico vanta oltre venticinque anni di esperienza nel settore.

Se non avete mai pensato a farvi realizzare un ritratto professionale vi suggeriamo di provare. Vi ritroverete con una esperienza in più da raccontare, oltre che con un gruppo di vostre immagini mozzafiato. E i costi? Quelli non sono certo esorbitanti, provate a contattarci, poiché dipendono da alcuni fattori che dovremo concordare insieme, primi tra tutti il numero delle immagini e le loro dimensioni.

Il “genere” del Ritratto

Anche il modo con il quale una persona sceglie le proprie immagini di ritratto è significativo: privilegia immagini con una certa ufficialità o quelle marcatamente informali, quasi “rubate”?

Talvolta le persone si fanno ritrarre insieme a oggetti specifici per loro importanti, quali autovetture, libri, armi, strumenti di lavoro ecc. Si tratta di simboli significativi per caratterizzare meglio i soggetti ritratti. E il fondale sarà preferito semplice o molto articolato?

Oppure, una persona privilegia i ritratti ambientati, con località o monumenti o parti di costruzioni o locali ripresi parzialmente nel contesto dell’inquadratura; altre persone prediligono riprese ravvicinate, persino primissimi piani se non addirittura specifici particolari della loro figura, quali sguardo e labbra.

E ancora: ritratti statici in posa o assolutamente dinamici? (statico: il desiderio di ogni genitore per le foto nitidissime dei propri figli; dinamico: la cruda realtà della stragrande maggioranza delle foto mosse e sfuocate che i genitori di cui sopra riescono a scattare ai propri figli!)

In definitiva, il genere fotografico del ritratto è un vero e proprio universo, e ciascun fotografo, semplice amatore o professionista, potrebbe anche decidere se specializzarsi: ad esempio su riprese ambientate o su quelle in Studio, su Matrimoni e Cerimonie, sui bambini e la maternità, oppure sulla ritrattistica che possiamo includere nella ricerca più avanzata dell’Arte Contemporanea, dalle tinte fosche e spesso assolutamente drammatiche.

I classici ritrattisti per eccellenza, che vivono esclusivamente come fotografi di ritratto di personaggi famosi, sono decisamente pochi, e non rappresentano un settore di specializzazione. Chi realizza bellissimi ritratti alle persone del luogo rientra nella specializzazione della fotografia per privati. Il ritrattista che fotografa modelle (o aspiranti), e realizza immagini commerciali per cataloghi del settore fashion, rientra nella fotografia di moda. Chi ama fotografare le persone dinamicamente, immerse nella loro vita, è un fotografo di reportage sociale, e talora può differenziarsi come free lance.

Quasi tutti siamo stati fotografati molte volte, nel corso della vita, dai nostri cari o dagli amici; in molti casi abbiamo noi stessi utilizzato una fotocamera. Malgrado ciò, la maggior parte delle persone non ha mai avuto l’occasione di provare direttamente un Servizio Fotografico di Ritratto professionale. Anche se, tecnicamente, il ritratto è classicamente una ripresa più o meno ravvicinata di una persona (o di un piccolissimo gruppo), sarebbe assolutamente erroneo ridurlo solo a questo: in un ritratto ben eseguito dovrebbero infatti essere gli aspetti legati al significato e quelli simbolici ad attirare l’attenzione più di ogni altra cosa.

Il perché di un Ritratto Fotografico Professionale

Un vero ritratto, in altre parole, deve andare “oltre” il semplice lato esteriore delle persone raffigurate, comunicando sensazioni e concetti, legati a quel soggetto, che una comune ripresa fotografica, effettuata senza la dovuta preparazione, non è solitamente in grado di trasmettere, se non per un caso fortuito.

Nel genere del ritratto fotografico ci si è sempre posti, sin dalle origini dell’arte, l’obiettivo di cogliere, nelle immagini delle persone, il loro reale essere interiore: riuscire a svelare un carattere è l’essenza del ritrattista. E’ come se il ritratto riuscisse a fissare un momento di apparente e inaspettata immobilità nel divenire delle azioni, l’istante in cui l’anima di una persona riesce finalmente a rivelarsi.

Anche all’occhio di una persona non esperta, il confronto simultaneo tra un ritratto eseguito a livello amatoriale e una ripresa professionale farà riconoscere con facilità il diverso valore del lavoro dei due fotografi. In generale, molte delle immagini riprese da un professionista coglieranno “l’anima” del soggetto, la sua natura interiore, offriranno una sensazione di profondità, nitidezza, plasticità, quasi di tridimensionalità, che raramente un amatore riesce ad ottenere. Il taglio delle inquadrature sarà studiato ad arte per valorizzare pregi e attenuare difetti di ciascun volto, i corpi verranno ripresi in modo tale da esaltarne le caratteristiche più in linea con gli aspetti dell’anima che il soggetto trasmette al fotografo (nei casi più semplici potremmo pensare ad eleganza, spensieratezza, tristezza, preoccupazione, stanchezza, gioia, ricchezza interiore, curiosità … ma sono solo alcuni esempi). Oltre a bellissimi ritratti in Studio, i migliori professionisti sono in grado di realizzare ritratti a soggetti in movimento, ad esempio bambini mentre giocano, primi piani di sportivi, ritratti ambientati di vario tipo (ultimo, ma non ultimo, il ritratto di Cerimonia, come nel caso del Matrimonio religioso).

Come fa un professionista ad ottenere questi risultati? Cerca di far convergere nelle immagini che realizza quattro componenti essenziali:

  • una componente tecnica, essendo imprescindibile la conoscenza approfondita ed un rapido utilizzo degli strumenti di ripresa e delle relative parti accessorie;
  • una componente artistica e creativa, legata alla sensibilità personale, che con l’esperienza e  lo studio deve essere continuamente affinata;
  • una profonda conoscenza delle modalità di illuminazione dei soggetti e/o della qualità dei diversi tipi di luci disponibili o presenti;
  • la conoscenza delle persone da ritrarre: non a caso, molto spesso le immagini migliori di una sessione di ripresa risultano essere tra le ultime scattate, quando si è ormai stabilito un certo feeling tra il fotografo e la persona fotografata, e una migliore conoscenza reciproca consente di rimuovere con naturalezza le barriere che solitamente i soggetti da ritrarre, se non sono abituati, erigono nei confronti della fotocamera.

Il modo secondo il quale la figura umana da ritrarre viene inquadrata è assolutamente determinante per ottenere un risultato finale in linea con i desideri del fotografo. La scelta della parte del soggetto da valorizzare maggiormente o sulla quale far focalizzare lo sguardo, in gergo la scelta del “piano di ripresa”, costituisce uno tra gli aspetti che determinano maggiormente il lato artistico di un ritratto professionale. Un servizio ben articolato comprenderà, in linea generale, l’impiego di differenti piani di ripresa, anche se capita abbastanza spesso che un determinato soggetto venga valorizzato al meglio limitatamente ad uno o due piani, che risultano prevalere in modo del tutto naturale.

Le tipologie dei Piani di Ripresa più utilizzati

Uno specialista del Ritratto Fotografico sa sempre riconoscere quali siano i migliori piani di ripresa per valorizzare al meglio i soggetti da riprendere.

Nel caso della singola persona ritratta, e passando dalla ripresa dell’intera persona sino al particolare ravvicinato, si distinguono tradizionalmente i seguenti classici “piani di ripresa”:

  • Figura intera (tutta la persona)
  • Piano americano (si omette la ripresa di parte delle gambe, nonché dei piedi)
  • Mezza figura (dalla cintola in su)
  • Mezzo busto (dal torace in su)
  • Primo piano (solo la testa della persona)
  • Primissimo piano (solo il volto)
  • Dettaglio  (o close up: solo una parte del volto)

Si noti che il piano di ripresa di per sé può essere ritenuto ampiamente indipendente dall’obiettivo utilizzato, nel senso che, ad esempio, è possibile riprendere un primo piano sia con un obiettivo da 28 mm che con un 200 mm: la scelta effettuata, tuttavia, non è indifferente rispetto al risultato atteso. Un 28 introduce infatti una certa “curvatura” del soggetto, un 200 un certo “appiattimento”. Anche lo sfondo ripreso varia sensibilmente nei due casi, nonché la zona di nitidezza davanti e dietro al soggetto centrale. Anche questi aspetti, dunque, fanno sì che la scelta del piano più adatto al soggetto e al contesto rientrino a pieno titolo nelle capacità artistiche del fotografo.

Di tutti gli aspetti che possono differenziare un fotografo amatoriale da un professionista esperto, la disposizione delle luci e “l’occhio” per saperle sfruttare al meglio, anche nel ritratto all’aperto, rappresentano sicuramente la maggiore discriminante. Sono le luci che possono dare drammaticità, allegria, calore, disperazione, profondità, solarità, oppure al contrario noia e piattezza, ad una immagine, e i migliori fotografi professionisti curano le luci, quando possibile, con attenzione certosina, conoscendone l’assoluta importanza sulla resa finale. Imparare a posizionare bene le luci vuol anche dire allenare il proprio occhio al giudizio estetico sulle immagini, giudizio che purtroppo il profano di fotografia, o l’amatore dilettante, non sempre riescono a formulare compiutamente.

Magiche luci

I punti luce di una sala posa ne rappresentano il mai abbastanza celebrato valore centrale. Naturalmente non basta la presenza di flash, spot, bank,  led, diffusori e “altre diavolerie luminose” per ottenere immagini di livello professionale, ma occorre conoscerne a fondo le caratteristiche e le possibilità di impiego.

Ciascun soggetto da ritrarre possiede aspetti specifici, che occorre valorizzare scegliendo opportunamente, secondo il risultato artistico desiderato, principalmente i seguenti elementi:

  • tipo e colore del fondale e degli oggetti a complemento della scena da inquadrare;
  • lunghezze focali degli obiettivi;
  • distanza dell’obiettivo dal soggetto;
  • coppie tempi-diaframmi;
  • sensibilità impostata per il sensore della fotocamera;
  • tipologie delle luci;
  • tipologie degli illuminatori;
  • disposizione delle luci rispetto alla scena e al soggetto (schemi di illuminazione).

Riguardo le ultime voci richiamiamo nel seguito (assai brevemente!) le informazioni essenziali per chi desideri avvicinarsi per la prima volta a questo affascinante argomento, soprattutto per comprendere meglio quali siano le competenze di un fotografo professionista al riguardo.

Si osservi che il concetto fondamentale è quello di “Schema di Illuminazione”: si tratta della disposizione delle diverse tipologie di luci attorno al soggetto da riprendere, inclusa l’illuminazione dedicata a valorizzare anche la restante parte della scena, tipicamente un adatto fondale.

Tipologie delle luci

Uno schema di illuminazione può prevedere una o più luci delle seguenti tipologie di base:

  • LUCE PRINCIPALE: serve per mettere in evidenza il soggetto principale. Deve solitamente prevalere rispetto a tutte le altre luci del set;
  • LUCE DI SCHIARITA (Fill-in): si utilizza per schiarire le ombre generate dalla luce principale, per attenuarle. Possono bastare semplici pannelli riflettenti opportunamente disposti, oppure illuminatori di limitata potenza;
  • LUCE DI EFFETTO: consente di porre in risalto i profili del corpo o di far volgere l’attenzione su specifici particolari del soggetto (ad esempio la pettinatura) o della scena;
  • LUCE DI SFONDO: ad esempio, nel caso di soggetti scuri su fondo scuro questa luce consente di illuminare opportunamente lo sfondo per meglio “staccarlo” dal soggetto principale.

Osservazione importante

Vorremmo concludere questo argomento con poche indicazioni pratiche. Se da un lato è conveniente, per il principiante, approcciarsi alle Luci seguendo la traccia sopra riportata, il Professionista effettua la maggior parte dei propri lavori di ripresa conoscendo (per esperienza) sin da subito lo schema più adatto per lo specifico soggetto da ritrarre. Al più può effettuare alcuni adattamenti limitati o qualche semplice prova, dal momento che spesso si ricorre a schemi con parecchi illuminatori.

La regola generale più immediata da seguire, comunque, è quella di aggiungere di volta in volta le luci desiderate, provare a scattare e … non esitare a resettare tutto e ripartire da zero, o quasi, se il risultato è troppo lontano dai desideri del fotografo, e proprio non ci convince.

Buona Luce a tutti!

 

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